sabato , 31 Ottobre 2020
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De Palo, Forum Famiglie: “Il taglio del cuneo fiscale è l’ennesimo intervento spot. Manca una politica per la famiglia”

De Palo, Forum Famiglie: “Il taglio del cuneo fiscale è l’ennesimo intervento spot. Manca una politica per la famiglia”

Proroga dei bonus, taglio del costo del lavoro, reddito di cittadinanza, quoziente familiare. Il presidente del Forum delle Famiglie si dice “deluso” dalle misure del governo. “Troppe promesse. E sull’assegno unico il tavolo non è stato neppure convocato”

di VALENTINA CONTE

ROMA – Prima i bonus bebè e asilo nido prorogati in manovra. Poi il taglio del cuneo fiscale a 16 milioni di lavoratori dipendenti. Infine il reddito di cittadinanza che dà di più ai single o ai nuclei senza figli, come ammette anche il presidente Inps Pasquale Tridico. Il Forum Famiglie è deluso dalle misure in vigore, vecchie e nuove. “Ancora e solo mancette a questa o quella categoria”, dice il presidente Gianluigi De Palo.

Cosa non vi convince?
“I numeri dicono che l’Italia ha un’unica e grande priorità: far ripartire la natalità. Perché solo così ripartono anche i consumi e l’economia. Eppure non riusciamo a fare un passo avanti di qualità rispetto a un assistenzialismo fine a se stesso”.

A cosa si riferisce?
“Diamo i soldi senza una prospettiva. Senza mettere al centro il tema della natalità. Basta guardare alle ultime tre o quattro manovre. Tutti interventi spot”.

Ritiene inutili le proroghe ai bonus bebé e nido?
“Sono la ciliegina sulla torta. Ma la torta qual è? Comprendiamo le difficoltà di un governo appena nato, come quello attuale. Ma per la prossima legge di bilancio ci aspettiamo un’inversione di tendenza. Non si può perdere tempo”.

Si riferisce all’assegno unico?
“Il governo si era impegnato a ragionarne. Poi in manovra il ministro dell’Economia Gualtieri ha scelto la strada dei bonus. E ancora non è stato neppure convocato un tavolo per confrontarci su numeri e simulazioni. Zero”.

Il taglio del costo del lavoro è un primo passo. O no?
“Chi oggi fa un figlio molto spesso non ha un contratto di lavoro dipendente, non prende gli 80 euro e non beneficierà neanche del taglio del cuneo fiscale”

Il presidente Inps propone di riequilibrare il reddito di cittadinanza a favore delle famiglie con figli, tagliando l’assegno monetario da 500 a 400 euro. Condivide?
“Chiediamo modifiche da ben prima che il reddito diventi legge. Ma alle promesse non seguono i fatti: ci stiamo prendendo in giro. Nel frattempo passiamo dal patto per la natalità al “parto” per la natalità: i nostri figli emigrano per farsi una famiglia”.

Cosa chiedete al governo?
“Di fare le cose. Vedo troppa pigrizia. Non c’è un solo politico che ci dia torto, soprattutto sull’idea di introdurre il quoziente familiare come ha fatto di recente il viceministro Castelli. Poi però si procede a mance e contentini a questi o quelli. Noi siamo un pungolo. Le famiglie non possono scioperare. Portano a scuola i figli, si fanno carico degli anziani e dei figli disabili. Non perdiamo altre occasioni. L’urgenza oggi non è tagliare le tasse, ma farlo con uno scopo”.